Comunicato #1 (da The Anarchist Gardeners Club)

Territorio liberato (località sconosciuta)


A marzo 2026, insieme ad alcune persone fidate e affini nel desiderare di mettere in pratica un’esistenza radicalmente altra rispetto a quella della civilizzazione capitalista, tecno-industriale ed ecocida, abbiamo occupato un orto abbandonato e abbiamo aperto un progetto di Orto Comunitario seguendo i principi dell’Agricoltura Naturale teorizzati da Fukuoka. In questo piccolo pezzo di terra che stiamo provando a rigenerare ed inselvatichire, oltre che ad autogestire come luogo anche sociale e comunitario, stiamo praticando una vera e propria forma di resistenza verso una cultura della Terra basata sullo sfruttamento, sulla produttività, sul saccheggio delle risorse e sulla distruzione di tutto ciò che non è utile ai bisogni umani. Un Orto Comunitario che rappresenta un bene collettivo contro la proprietà privata e il profitto di pochi proprietari terrieri ai danni delle persone comuni. Questo comunicato scritto da The Anarchist Gardeners Club trova affinità e complicità con ciò che stiamo provando a fare noi nella provincia di Milano, tra boschetti, torrenti e orripilanti campi di monocultura. Leggete, diffondete, organizzatevi e agite per i beni collettivi e per l’autogestione della Terra!



Saluti dalla resistenza clandestina.

Siamo la rete insurrezionale autonoma degli orticoltori anticapitalisti, nota anche come il club dei giardinieri anarchici.

Colpiamo al cuore la macchina tecno-fascista. Accogliamo con favore il crollo di un sistema capitalista moribondo. Ci godiamo una birra con i biscotti nell’orto comunitario.

Traiamo ispirazione dai luddisti, dai Levellers, dai Diggers, dal movimento degli squatter autonomi, dall’A.L.F., dagli zapatisti e dalla piccola gente – quegli elfi dispettosi della tradizione popolare. Le autorità non riescono a vederci perché non credono negli elfi. Siamo praticamente invisibili. Non abbiamo una struttura gerarchica, né portavoce, né sede; solo tanti piccoli gruppi che operano separatamente, alla ricerca dei bersagli del capitale e dello Stato, e che mettono in pratica quello che sappiamo fare. Alcuni di noi guardano persino «Gardeners World» ogni venerdì sera.

L’AGC rifiuta la modernità. Consideriamo l’idea del progresso tecnologico una stronzata. Siamo contadini. Siamo sempre stati contadini.

Nel 1381 il nostro compagno Wat Tyler marciò con il suo esercito di contadini nelle città e occupò i palazzi dei ricchi. Tra le rovine del capitalismo in fase terminale marceremo con i nostri eserciti di contadini nelle città e occuperemo i GIARDINI dei ricchi.

Se non abbiamo terra, ce la prenderemo!

Consideriamo il giardino uno spazio intrinsecamente autonomo. Una tela su cui creiamo, coltiviamo e nutriamo. Consideriamo la natura e le infinite relazioni simbiotiche che vi esistono come intrinsecamente anarchiche. Basate sul mutuo soccorso, sulle reti clandestine, sulla solidarietà.

Coltivare un orto è un gesto bellissimo e radicale. In un mondo di lavori del cazzo, chiacchiere del cazzo e gente del cazzo, sono proprio i gesti semplici ad essere i più radicali. Piantare fiori. Coltivare ortaggi. Possiamo produrci da soli il nostro cibo, le nostre medicine, la nostra felicità, lontani dal vampiro succhiasangue chiamato capitalismo.

I beni comuni ci sono stati sottratti, ma noi, persone comuni, restiamo. L’AGC promuove la rivendicazione e la coltivazione di ogni terreno disponibile. Ogni singolo fottuto campo da golf è un obiettivo legittimo! Ogni singolo appezzamento di terra di proprietà degli aristocratici è un obiettivo legittimo!

Coltiveremo tutto ciò che possiamo. Faremo crescere fiori nelle crepe. Lanceremo bombe di semi in ogni angolo desolato della boscaglia.E mentre lo facciamo, ci godremo una birra e un biscotto.

Se volete unirvi all’AGC, allora OK, bene, siete dei nostri!

Se volete fondare una nuova cellula autonoma dell’AGC, allora OK, bene, fatelo!

Se volete contribuire alla propaganda dell’AGC e alle future fanzine, allora OK, bene, fatelo, cazzo, ragazzi!

Agite, documentate, inviateci i vostri consigli di giardinaggio, le vostre domande sulla permacultura, le vostre romantiche occasioni mancate negli orti comunitari. Noi lo vogliamo e lo pubblicheremo. Spargete la voce. Tenete d’occhio il primo numero della fanzine AGC #1, in uscita a breve.

Ci vediamo in prima linea (probabilmente nell’orto)

Tutti gli imperi cadranno!

Tutti i fascisti moriranno!

Tutti i poliziotti sono bastardi!

Tutte le piante sono bellissime!

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