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Alcuni estratti da No Mine in Gállok, ecocide and colonialism in Swedish-occupied Sápmi (parte 1)

Fin dal principio ad animare Tupilaq, prima ancora che esistesse il blog, ci sono un profondo e radicato interesse e una tensione solidale per le lotte anticoloniali e i movimenti di resistenza indigena di tutto il globo. Per questo motivo ho deciso di tradurre alcuni estratti di un libro intitolato No Mine in Gállok, ecocide […]

Animismo nichilista

Per anni sono tornato ciclimamente a leggere questo testo di Aragorn!, pubblicato sul quarto numero di Black Seed, e finalmente mi son deciso a tradurlo sperando che questo gli permetta di diffondersi maggiormente negli ambienti italiani che si sentono vicini e affini alle idee anticiv, all’anarchia verde e alla critica della società tecno-industriale. Questo testo […]

Antenati e Silenzio

leucanthemum, Duwamish River Traduzione di un testo apparso su Woundscapes, Visions at the Precipice, una rivista pubblicata da Severed Branches Press, un progetto editoriale eco-poetico indipendente che affonda le sue radici nella zona meridionale del Mare di Salish. La zine in questione è stata la loro prima pubblicazione e approfondisce le cicatrici lasciate dal trauma […]

L’orticoltura di sussistenza come forma di resistenza

Da marzo 2026, insieme ad alcune persone fidate e affini nel desiderare di mettere in pratica un’esistenza radicalmente altra rispetto a quella della civilizzazione capitalista, tecno-industriale ed ecocida, abbiamo occupato un orto abbandonato e abbiamo aperto un progetto di Orto Comunitario seguendo i principi dell’Agricoltura Naturale teorizzati da Fukuoka. In questo piccolo pezzo di terra […]

Inselvatichimento pratico: al fianco della resistenza indigena alla Civilizzazione, di Skunkly

Skunkly è coautore del libro Fire and Ice: disturbing the comfortable and comforting the disturbed while tracking our wildest dreams (vedi la sezione “Recensioni”, pagina 62). Attualmente sta contribuendo all’organizzazione dell’Earthbound Gathering, che si terrà questa primavera/estate nel Minnesota settentrionale. Sarà un forum in cui persone native e non native, accomunate dall’amore e dalla preoccupazione […]

Radicati nelle relazioni

Traduzione dell’articolo scritto dal collettivo statunitense Knowing the Land is Resistance pubblicato nel 2013 ma ancora attuale per riflettere sull’importanza di radicarsi nella fitta rete di interconnessioni con tutte le forme del selvatico che vivono e formano i territori, i luoghi, le bioregioni e gli ecosistemi che abitiamo. La mancanza di radicamento in queste relazioni […]

Tutto è importante: perché non è tempo per il cinismo

“In quest’epoca apocalittica, quale mondo vorreste vedere emergere dalle rovine? Cosa farete per realizzarlo? Ricordate che gli sconvolgimenti più drastici della storia umana sono nati dalla disperazione.” Vorrei partire proprio questa frase per introdurre la traduzione e la pubblicazione di questo articolo scritto da Janet Kent del blog Radical Vitalism. Se siamo sull’orlo del precipizio verso […]

Esaurimento, ovvero quando è il momento di rallentare e riunirsi attorno al fuoco

di Leigh Ann Henion, da Orion Magazine Sono con Luke McLaughlin, istruttore di tecniche di sopravvivenza nella natura selvaggia, da meno di dieci minuti quando mi chiede: «Ti andrebbe di provare a vivere una “mini morte”?». L’invito mi coglie alla sprovvista. Luke se ne accorge. «Con questo», dice, «intendo semplicemente: sediamoci e restiamo immobili e […]

5 PUNTI DI ECOLOGIA OSCURA

di Paul Kingsnorth, tratto da Confession of a Recovering Enviromentalist Primo: tirarsi indietro. Se lo fai, molti ti daranno del “disfattista” o del “catastrofista”, oppure diranno che stai avendo un “esaurimento”. Ti diranno che hai l’obbligo di lavorare per la giustizia climatica, la pace nel mondo o la fine delle cose brutte ovunque, e che […]

Una breve storia della perdita – Pensieri sulla biofilia

tratto da Confession of a Recovering Enviromentalist di Paul Kingsnorth Nell’ottobre 2006, un apicoltore della Pennsylvania (negli Stati Uniti) ha portato 400 colonie di api in Florida, affinché svernassero in quello Stato dal clima molto più mite. Un mese dopo, quando tornò a controllare i suoi alveari, rimase sconcertato nel constatare che la maggior parte […]